Questa mattina a Venezia c’è stato un presidio sotto al Consolato Onorario Messicano, organizzato dall’Associazione Êdî Bese! e dai centri sociali del Nord-Est, contro lo stato di repressione delle autorità nei confronti degli insegnanti, che da mesi stanno lottando contro la riforma educativa del governo di Enrique Peña Nieto. Sono già 12, al momento, le persone uccise da armi da fuoco, per opera della violenta repressione da parte delle forze dell’ordine. La riforma, che fa un taglio netto ai diritti e le libertà dei docenti, si mette in continuità le politiche neo-liberali che stanno caratterizzando il governo messicano in tutti i settori. Stiscioni e interventi al megafono hanno sottolineato le responsabilità dirette di Peña Nieto, mandante politico degli omicidi e della repressione avvenuta a Noxchitlán e in tutto lo Stato di Oaxaca e del Chiapas.

Il presidio si è poi spostato davanti all’ingresso della sede diplomatica, nonostante la polizia abbia tentato di impedirne il passaggio. Gli attivisti hanno chiesto che al console di inviare al governo messicano un comunicato che denunci l’omicidio di 12 maestri e il ferimento di centinaia di altre persone impegnate in una dura lotta in difesa della scuola pubblica.

Si è ottenuto di inviare un fax direttamente all’ambasciatore messicano a Roma, con il sottostante comunicato.

Comunicato di solidarietà con la lotta dei maestri della CNTE

L’escalation di violenza da parte dello stato messicano nei confronti delle proteste dei maestri ha assunto un apice inaccettabile: 12 i morti fino a questo momento, centinaia di feriti e numerosi i desaparecidos.

Questa è stata la risposta del governo di Peña Nieto alle legittime richieste dei maestri di aprire un tavolo di trattativa sulla riforma educativa, che privatizza il sapere e precarizza o rende impossibile il lavoro a migliaia di insegnanti.

Noi non lo accettiamo: consideriamo il presidente Peña Nieto responsabile morale e mandante degli omicidi e della repressione avvenuta a Noxchitlán e in tutto lo stato di Oaxaca e del Chiapas.

Ci uniamo all’indignazione che già molti intellettuali e cittadini messicani hanno espresso nell’appello #MexicoNosUrge e chiediamo che venga rotto il silenzio su quanto sta accadendo in Messico. Non possiamo più tollerare l’indifferenza e la complicità dei mezzi di informazione che coprono gli atti disumani di un governo criminale.

Consideriamo il governo italiano di Renzi, entusiasta partner commerciale del Messico, complice di questo governo corrotto e assassino e chiediamo l’interruzione di ogni rapporto diplomatico e commerciale e il ritiro dell’ambasciatore, finché non sarà fatta chiarezza sulla costante violazione dei diritti umani.

Associazione Ya Basta! Êdî Bese!
Centri Sociali del Nordest

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