di Davide Drago

Qatar 2022 e lo sfruttamento dei lavoratori

Nel dicembre del 2010 il comitato esecutivo della FIFA decise che i mondiali di calcio del 2022 si sarebbero giocati in Qatar, una scelta che ha destato sin da subito parecchie perplessità. All’epoca gli ispettori incaricati dall’allora presidente del massimo organismo calcistico, Blatter, avevano classificato il Qatar al nono e ultimo posto tra i paesi candidati ad ospitare i Mondiali, prendendo in considerazione oltre alle difficilissime condizioni climatiche, anche numerosi altri fattori, come ad esempio il fatto che l’emirato non avesse che uno stadio a norma e non fosse noto per il rispetto dei diritti dei lavoratori.Dall’esito di quella votazione la FIFA ha iniziato a traballare: Blatter è stato squalificato fino ad ottobre del 2021 e nel maggio dello scorso anno La Foundation For Sport Integrity (FFSI), guidata dal presidente Jaimie Fuller, ha deciso di scoperchiare il vaso di Pandora troppo a lungo tenuto chiuso della FIFA, e dopo aver annunciato l’intenzione di combattere …

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